Descrizione
Verónica Gerber Bicecci definisce la propria pratica come quella di un’«artista visiva che scrive», evidenziando come il linguaggio sia per lei un campo di tensione da attraversare, smontare e ricomporre. In questo spazio, disegno, testo, diagramma, frammento, documentazione e ambiente espositivo convivono come elementi di uno stesso processo di riflessione.
In Centón pétreo, questa poetica prende forma attraverso un’installazione che mette in relazione storia, poesia e materia. L’opera fa riferimento ad un episodio della lotta suffragista inglese del 1914, quando alcune attiviste lanciarono pietre contro edifici governativi di Londra come forma di azione politica e comunicazione diretta. Quelle pietre, cariche di messaggi scritti, funzionavano come dispositivi capaci di forzare una soglia rendendo visibile una domanda fino ad allora respinta, il diritto di voto per le donne. Gerber Bicecci rielabora questo gesto spostandolo in un’altra geografia e in un’altra temporalità. Le pietre diventano pietre vulcaniche e i messaggi politici vengono sostituiti da frammenti poetici di autrici dell’Antichità, giunti fino a noi in forma lacunosa. L’artista seleziona versi superstiti di poetesse quali Saffo, Cleobulina, Corinna, Prassilla, Erinna, Anite, Nosside, Melinno, Sulpicia, Giulia Balbilla, Cecilia Trebulla e Fabia Aconia Paolina, componendo un centone, ovvero un componimento, tipico della tarda letteratura greca e latina, formato dalla giustapposizione di parole, frasi, emistichi o versi di qualche famoso autore. L’allestimento traduce questa struttura testuale nello spazio: ogni ripiano corrisponde a una strofa e ogni pietra a un verso. La pietra vulcanica, per le sue caratteristiche fisiche e per la sua origine geologica, funziona sia come supporto sia come elemento semantico dell’opera. Il lavoro mette in evidenza il rapporto tra frammento e composizione, tra perdita e organizzazione del materiale, proponendo una riflessione sui processi di trasmissione e sulla possibilità di dare forma a ciò che è sopravvissuto solo in modo parziale. In questo senso, Centón pétreo interroga il modo in cui un discorso può essere costruito a partire da ciò che manca, senza pretendere di colmare definitivamente il vuoto. In Los hablantes, il linguaggio viene affrontato da una prospettiva diversa, più astratta e strutturale. Attraverso disegni basati sulla teoria degli insiemi – intersezioni, unioni, insiemi vuoti – l’artista mette in scena configurazioni minime di dialogo e di relazione. Ogni diagramma suggerisce una trama essenziale, in cui ciò che conta non è tanto il contenuto del discorso quanto la posizione dei soggetti e lo spazio che li separa o li mette in contatto. Los hablantes può essere letto come una collezione di brevi romanzi visuali, in cui il senso emerge dalla struttura piuttosto che dalla narrazione.
Veronica Gerber Bicecci (Città del Messico, 1981) è un'artista e scrittrice messicana. Si è laureata in Arti Plastiche presso la Escuela Nacional de Pintura, Escultura y Grabado «La Esmeralda» e ha conseguito un Master in Storia dell'Arte presso l'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). La sua ricerca artistica si muove nell’intersezione tra parola e immagine — e ha avuto inizio con la serie di disegni Diagramas de silencio (Diagrammi di silenzio), un esercizio di esumazione visiva basato sulla punteggiatura di diverse poesie sul silenzio, e con il libro Mudanza (Trasloco), una raccolta di saggi su scrittori che hanno abbandonato la letteratura convenzionale per diventare artisti visivi. Ha pubblicato libri, saggi, articoli e recensioni nelle riviste Letras Libres, Make, Granta e Tierra adentro. Il suo romanzo Conjunto vacío (Insieme vuoto, Fahrenheit 451, Roma 2022), affida a un linguaggio personale e ricercato, a metà tra l’arte visiva e la letteratura, il racconto di una vicenda al tempo stesso individuale e plurale, coniugando la sperimentazione e la documentazione. Coordina, insieme a Guillermo Espinosa Estrada, il Taller Diagonal, uno spazio permanente di accompagnamento per diverse forme di scrittura. Oltre alla produzione editoriale, ha esposto il suo lavoro in mostre collettive e personali in Messico presso il Museo Universitario de Arte Contemporáneo (MUAC), il Museo Universitario del Chopo, Casa Vecina, la Galería Aldaba Arte, il Museo de la Ciudad de México, il Centro Cultural de España en México, il Museo Carrillo Gil, oltre che in Germania e Uruguay e ha partecipato a residenze presso la Santa Maddalena Foundation in Toscana e alla Sommerakademie im Zentrum Paul Klee. Come docente ha tenuto laboratori presso il Centro Cultural de España en México, ha coordinato il Seminario di Produzione Fotografica del Centro de la Imagen e attualmente fa parte del corpo docente di SOMA, una scuola d'arte contemporanea a Città del Messico. È stata mentore del programma UNIDEE Residency a Cittadella dell’arte - Fondazione Pistoletto per il nuovo ciclo di residenze 2025/2026 intitolato "Languages, Please", curato da Nina Fiocco e Gaia Martino. https://www.veronicagerberbicecci.net/
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