Ticket

Hannes Egger

Egger pone questioni fondamentali sull'abitare l'attesa e sulla durata dell'esperienza, legando l’evento puntuale con ciò che di esso rimane e con la sua rielaborazione. «Chi desidera abitare questa attesa? Quando deve compiersi l’esperienza? E quanto a lungo le sarà concesso di durare?».



Ticket - Hannes Egger / 2025

Descrizione

Il cui nucleo centrale di "Ticket" è una collezione meticolosa di biglietti d'ingresso, raccolti dall'artista durante un decennio di visite a mostre d’arte contemporanea. Questo oggetto ordinario, destinato a divenire scarto nel momento stesso della sua emissione, rivela un potenziale critico inatteso che riconsidera i meccanismi dell'esperienza estetica e i ruoli all'interno del sistema dell'arte. Nel suo progetto, Egger ripropone il semplice strumento burocratico del biglietto come la materializzazione di una soglia. Esso stabilisce il rapporto tra l'istituzione museale e l'individuo che accede e, al contempo, sancisce il passaggio dal tempo della quotidianità a quello dell'esperienza estetica. Il biglietto incarna il tempo sospeso, quell'intervallo che si apre tra l'istante in cui viene convalidato e il momento in cui perde la sua funzione originaria. È in questo spazio di attesa che l'esperienza prende forma. Attraverso l'elevazione del biglietto a dispositivo critico, l'artista intende problematizzare il ruolo dello spettatore, dimostrando che chi visita una mostra non è mai un attore neutrale.  Gli individui partecipano attivamente a un rito collettivo di produzione di valore culturale e simbolico, un atto collettivo di cui i biglietti d’ingresso diventano reliquie minime, testimonianze di quella performance diffusa, che tutti noi compiamo quotidianamente nell’essere pubblico. 


Hannes Egger (1981) vive e lavora principalmente a Merano (Italia). Formatosi in filosofia all’Università di Vienna, la sua ricerca si sviluppa attraverso un approccio concettuale che mette al centro la relazione con il pubblico, proponendo performance, installazioni e progetti partecipativi che invitano ad assumere prospettive inattese per interrogarsi sul nostro modo di abitare e condividere la realtà. L’artista concepisce l’opera non come oggetto compiuto, ma come situazione aperta e in trasformazione, attivata dalle persone stesse attraverso indicazioni o coordinate che ne guidano l’esperienza. Egger ha partecipato a mostre personali in Italia e all’estero – tra cui Lottozero (Prato), House of Arts (Usti nad Labem), Mewo Kunsthalle (Memmingen), Museo Centro Arte Contemporanea di Cavalese, Galerie M (Berlino), Empty Cube (Lisbona) e Fabbrica del Vapore (Milano) – ed è stato invitato in numerose collettive di rilievo in sedi come la Biennale di Venezia (2011), il MART di Trento e Rovereto, il Museion di Bolzano, il Museo della Montagna di Torino, lo ZKM di Karlsruhe e la Biennale di Curitiba (Brasile). Centrale nel suo percorso è anche la pratica performativa, presentata in festival e istituzioni internazionali, tra cui Museion, PAC Milano, Transart Festival, Fundació Joan Brossa e Glasshouse Project di New York. Da ottobre a dicembre 2025 è stao artist in residency presso la NARS Foundation a New York.

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